nulla di più caro del tuo Figlio, che rivela al mondo il mistero del tuo amore
e la vera dignità dell’uomo; colmaci del tuo Spirito, perché lo annunziamo ai
fratelli con la fede e con le opere.
Amen.
mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. 8E
ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane,
né sacca, né denaro nella cintura; 9ma di calzare sandali e di non
portare due tuniche. 10E diceva loro: «Dovunque entriate in una
casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. 11Se in qualche
luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la
polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». 12Ed
essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, 13scacciavano
molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.
metta delle salde radici.
il Testo
parte dei suoi concittadini, Gesù se ne va di villaggio in villaggio ad
insegnare, a divulgare il Regno. Per la divulgazione del Regno, Gesù chiama e
manda i Dodici a fare ciò che lui stesso ha fatto.
della narrazione evangelica (1,16-8,26) si colloca questa unità costituita da
due pericopi: quella dell’invio dei Dodici (6,7-13) che leggiamo oggi, e quella
del loro ritorno (6,30-33 [domenica prossima]); tra di esse se ne intercalano
altre tre che raccontano la sorte finale di Giovanni Battista per mano del re
Erode (6,14-16; 6,17-20; 6,21-29). Quindi il tema fondamentale è la missione.
Del resto, tutto il Vangelo di Marco è percorso da uno spirito missionario. Fin
dall’inizio, Gesù è colui che «proclama il Vangelo di Dio» (1,14).
L’evangelizzazione è l’ultimo comando del Cristo risorto: «Andate in tutto il
mondo, proclamate il Vangelo a ogni creatura» (16,15).
chiamata si presenta con una carta da viaggio per evitare che gli inviati non
dimentichino di riprodurre il volto di chi li invia e vivere in pienezza,
liberi, il Vangelo.
sulla Parola (Meditare)
prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri.
prime due: Mc 1,16-20; 2,14; 3,14). Questa chiamata non è uno stare seduti per
ascoltare la sua voce: è l’inizio della missione. Del resto ogni volta che Dio
chiama ti mette in viaggio, ti toglie dalla passività della vita.
termine antico che indica i seguaci più vicini a Gesù (mathetes =
discepolo; 262 volte, di cui 46 in Marco). È un modo caro a Marco per indicare
quei discepoli che Gesù aveva prima chiamati a sé e poi scelti come «apostoli»
per «inviarli a predicare col potere di scacciare i demoni» (cfr. 3,13-15).
due”. Una usanza giudaica il cui vantaggio pratico era l’aiuto vicendevole e la
possibilità di rafforzare il valore di testimonianza (cfr. Dt 19,15), che essi
erano chiamati a dare al loro maestro.
la stessa meta viene dato un potere particolare (exusia; cfr. Mt 28,18)
e l’attività missionaria dei dodici è la continuazione ed estensione del potere
e della missione sovrana di Gesù.
rendere i discepoli messaggeri di Dio come lui stesso.
prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né
denaro nella cintura
ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
indicare delle semplice direttive per affrontare un viaggio, ma ciò che è
necessario per essere discepoli. Non devono prendere nessuna scorta, per dipendere
unicamente dall’accoglienza che sarà loro offerta… gli inviati non devono
confidare in niente se non in Colui che li invia.
dei sandali, visto il cattivo stato delle strade; ugualmente indispensabile era
il bastone, che serviva per difendersi dalle bestie selvatiche e dai serpenti.
messaggio deve essere il segno di coloro che non fanno affidamento sui propri
mezzi ma su Cristo. I discepoli hanno come appoggio solo la fede in colui che
li manda. I mezzi del mondo (denaro, potere e forza) per conquistare l’adesione
dei suoi ascoltatori non fanno parte del bagaglio. Il vero apostolo non compera
nessuno e non si lascia comperare da nessuno. Anche lui, come il Maestro, sarà
venduto a poco prezzo (Mc 14,10-11).
entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì.
luogo dove la vita nasce ed è più vera, abbracciata dal cerchio degli affetti
che fanno vivere. Proprio nell’ambiente domestico i discepoli sono invitati a
restare.
quando erano in viaggio spesso cercavano ospitalità soltanto in casa di altri
ebrei, ma non in una casa di pagani a causa dell’impurità dell’abitazione
pagana.
ebrei che non sapevano essere pienamente osservanti delle regole della purezza
o della impurità riguardo ai generi alimentari.
importa. Loro dovevano stare lì in quella casa, al di la delle leggi
sull’impurità. Loro sono chiamati a liberare, a guarire. E loro volta,
anch’essi devono essere guariti, liberi da certi scrupoli.
vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto
i vostri piedi come testimonianza per loro».
oppongono risentimenti solo un po’ di polvere scossa dai sandali. Una usanza
simbolica presso gli ebrei era proprio quando questi ritornavano dalla terra
pagana, prima di entrare in Israele, scuotevano la polvere dei sandali per non
portare neanche un briciolo di terra pagana, terra impura, nella terra santa.
Qui l’evangelista Marco non fa altro che rigirare il simbolismo su quanti non
accolgono questi annunciatori del messaggio: vanno trattati come i pagani.
essere pagano non dipende dalla religione, dal Dio in cui credi, ma
dall’atteggiamento di accoglienza e di ospitalità. Pagano è chi non accoglie,
chi non presta aiuto. Chi non riflette nella sua condotta l’amore universale di
Dio. Quindi Gesù invia i discepoli ad annunziare questo messaggio della buona
notizia a tutti, e quanti non lo accolgono, vanno trattati come i pagani (cfr.
At 13,51).
proclamarono che la gente si convertisse
parte senza indugio. Non si precisa la meta e la durata del viaggio. Si precisa
solo la proclamare la conversione, nello stile del Battista cose che Gesù non
ha detto. Anche se per Gesù questo è il punto di partenza per la costruzione
del Regno.
a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione” (1Cor 1,21).
C’è un annuncio. Ma c’è anche una conversione che sta al centro di ogni
annuncio. Quest’annuncio è accompagnato dal potere della Parola che ha di
vincere lo spirito del male.
ungevano con olio molti infermi e li guarivano.
in parallelo con quanto faceva Gesù a Cafarnao (cfr. 2,1-3,7a); ma non
impongono le mani come Gesù (6,5).
dall’unzione dell’olio. Nella Bibbia l’uso dell’olio come medicina era costume
diffuso in oriente già dai tempi di Isaia (cfr. Is 1,6; Lc 10,34). L’uso fatto
dai discepoli era solo esteriore accompagnato dalla fede e dalla preghiera,
mentre Gesù lo faceva con la potenza della sua Parola. Non si parla ancora del
perdono dei peccati come in Gc 5,14-15.
era il popolo giudaico perché dovevano prepararsi al rinnovamento di Israele e
non fermarsi a un ideale riformista.
guarigioni dei malati e negli esorcismi dimostra che è incominciato il regno di
Dio.
termina qui. Più avanti i discepoli verranno chiamati in disparte per una nuova
istruzione e un nuovo mandato.
fermiamo in silenzio per accogliere la Parola nella vita. Lasciamo che anche il
Silenzio sia dono perché l’incontro con la Parola sia largamente ricompensato
Parola illumina la vita e la interpella
piena libertà e con la fiducia nella Provvidenza del Padre che non abbandona i
suoi i suoi profeti?
quella battesimale a qualsiasi altra successiva come un segno di amore e di
fiducia di Dio nei miei confronti? Mi fido di Dio? Lo seguo con e per amore?
del Suo amore e vivere in piena libertà il Vangelo?
chiamata del Signore?
a Dio con le sue stesse parole (Pregare)
Signore:
fedeli.
chi lo teme,
nostra terra.
cielo.
bene
frutto;
lui:
cammino. (Sal 84).
con l’infinito di Dio è impegno concreto nella quotidianità (Contemplare-agire)
di salvezza, chiedo a Gesù di rendermi lucido nella conoscenza di me e deciso
allo “sgombro” delle inutilità che mi trascino nel viaggio dei miei
giorni per conoscere sempre più la verità del Suo amore ed essere, nel Suo
nome, libero.