Invocare
Leggere
34 Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35 – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
36 C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, 37 era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
40 Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Capire
La liturgia odierna ci invita, mossi dallo Spirito Santo, di andare “incontro al Cristo nella casa di Dio, dove lo troveremo e lo riconosceremo nello spezzare il pane, nell’attesa che egli venga e si manifesti nella sua gloria”.
In questi versetti troviamo la chiave di lettura del racconto teologico di Luca. Esso va letto alla luce della pasqua. Sarà l’evento pasquale ad illuminare l’episodio dell’infanzia in cui si tratta di offerta, sacrificio, riscatto, purificazione. Ma tutto questo tornerà chiaro dopo la Pasqua.
Gesù è definito segno di contraddizione (sēmēion antilegomenon). Ecco la definizione più misteriosa e toccante della profezia di Simeone. Gesù sarà il profeta delle genti e «”più di un profeta” (cfr. Lc 7,16): egli è il salvatore del mondo! E Maria sarà chiamata a condividere il dono della salvezza “offrendo se stessa” nel dolore.
Rivolgendosi verso Maria, Simeone pronuncia ora una profezia enigmatica che le concerne direttamente: una spada trafiggerà la sua vita. La proposizione è redazionale e sembra ispirarsi a Ez 14,17s (LXX) che contiene l’idea di una spada che divide, quasi a riprendere quanto in seguito dirà Gesù: “non son venuto a portare la pace ma una spada” (Mt 10,34). La spada che è venuto a portare Gesù non serve ad uccidere. Nel mondo giudaico l’immagine della spada era adoperata per indicare la Parola di Dio. Paolo riprenderà questo tema. La spada di Gesù è quello della Parola di Dio, viva ed efficace (Eb 4,12). Gesù sarà quella spada che dividerà quanti l’accolgono da coloro che lo rifiutano.
“Quello di Simeone appare come un secondo annuncio a Maria, poiché le indica la concreta dimensione storica nella quale il Figlio compirà la sua missione, cioè nell’incomprensione e nel dolore” (Giovanni Paolo II, RM, 16).
Da questo dolore, dall’incontro con Cristo nascera la nuova famiglia, che con Gesù allarga il suo orizzonte. Non si concentra nei propri bisogni, ma estende la sua capacità d’amare a tutti, come una benedizione centuplicata (cfr. Gen 26,12).
Luca introducendo questa parte fa uscire di scena Simeone per sostituirlo con un’altra figura profetica: un’anziana donna, descritta come una donna fedele. Il suo nome, Anna, ci richiama allo stesso nome della madre di Samuele.
Anna è qualificata col raro titolo di profetessa come Debora (Gdc 4,4) e Culda (2re 22,14). Viene descritta con le stesse caratteristiche di Giuditta: vedova, assidua nei digiuni e nelle preghiere (Gdt 8,4-6), “andò molto avanti negli anni” (Gdt 16,23).
Luca ama farla emergere come la figura femminile di Israele protesa verso il Messia. Anna è colei che invoca l’intervento di Dio “notte e giorno” (Lc 18,7) pregando sempre senza stancarsi.
Anche Anna è da annoverarsi tra gli ‘anawim i poveri di Jahvè, socialmente insignificante ma preziosa agli occhi di Dio. Ciò le permette di riconoscere il passaggio di Dio nella sua vita, tra la sua gente: gli permette di accogliere Cristo Gesù.
vv. 39-40: Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
L’evangelista conclude il racconto sottolineando come la santa famiglia ha saputo sottomettersi alla legge del Signore.
Dopo aver fatto ritorno nella regione della Galilea, Luca annota nel sommario che il bambino cresceva e si fortificava pieno di sapienza (pleroumenon sōphia) e che la grazia di Dio (charis theou) che, come abbiamo scritto sopra, corrisponde all’azione misteriosa dello Spirito Santo.
Inizia quindi una nuova epifania di Dio nella vita quotidiana quasi a lasciare sospesa la storia che si riaprirà nuovamente, in sapienza fra i dottori del tempio (cfr. Lc 2, 41-52).
La Parola illumina la vita
Come Simeone sono capace di saper attendere con pazienza ed accogliere con gioia la novità cristiana?
Sull’esempio di Simeone ed Anna, come rileggo l’esperienza del mio cammino di fede?
Anche per me c’è una “spada che trafigge”. Riesco a concepirla come una lacerazione di coscienza davanti alle sfide e alle richieste di Gesù? Oppure penso ad un fatto pietistico?
Pregare
Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e valoroso,
il Signore valoroso in battaglia.
Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è mai questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria. (Sal 23)
Contemplare-agire