Questa introduzione vuole indicare che la fede non è uno sforzo umano ma un dono come il pregare (11,1), richiedere il pane necessario ( 11, 3). Non si tratta solamente di fede in Dio, ma anche fede nella possibilità di recupero del fratello e della sorella. Per questo, vanno da Gesù e gli chiedono di accrescere la loro fede.
Il verbo “accresci” può essere anche tradotto con “accordaci”, o “aggiungici” la fede.
“Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape”. La nostra fede ha nel granello di senapa la stessa dimensione del Regno di Dio. Un granello di senape è piccolo come una pulce, minuscolo, quasi invisibile. Ma una volta seminato velocissimamente cresce, e nell’arco di un anno quel piccolo seme può divenire un albero anche di tre o quattro metri. La dimensione del granello di senapa non è la dimensione minima richiesta, ma la dimensione massima richiesta. Questo testo è di grande speranza per le nostre parrocchie. I movimenti rischiano di essere sempre cose grandi, dove tutto riesce; difficilmente si riconduce al granello di senapa la dimensione che hanno i movimenti. Il vangelo va in un’altra direzione. La dimensione di piccolezza che la chiesa vive è in realtà la dimensione necessaria che il vangelo ci chiede.
Aver fede significa diventare disponibili a Dio, ascoltare la sua parola così profondamente da venirne trasformati, essere “trasparenti” alla sua volontà. Chi crede, dunque, non crea ostacolo alcuno all’azione di Dio, non l’offusca, la lascia passare.