Invocare
Leggere
Silenzio meditativo: Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Capire
Il testo ha uno spiccato timbro trinitario e costituisce uno dei cinque brani, contenuti nei discorsi d’addio del vangelo giovanneo, in cui si parla dello Spirito Santo.
Anche questa domenica l’attenzione è posta sul rapporto personale di fede e di amore del discepolo e della Chiesa, con Gesù suo Signore, nella prospettiva della resurrezione e della vita nello Spirito; dunque un discorso rivolto ai credenti di ogni tempo e di ogni luogo. L’unità letteraria è data dalla promessa della presenza dello Spirito (vv. 15-17), di Gesù (vv. 18-21) e nella sezione finale che non è inclusa nella pericope odierna (vv. 22-26), del Padre.
Meditare
Questo versetto inizia col condizionale, “se”, un condizionale che troviamo in un modo abituale sulla bocca di Gesù.
Con questa particella “se”, è racchiusa quella delicatezza che si chiama amore, perché in quella particella vi è racchiusa la libertà di ogni uomo
A questa particella segue l’amore. L’amore che Gesù chiede ai suoi non è un semplice amore di amicizia, un affiatamento umano. L’amore è l’unica spinta che possa ordinare l’uomo al compimento. Gesù pone quest’amore a un livello molto più alto, collegandolo con la vita secondo la nuova legge da Lui promulgata e con l’invio dello Spirito Santo.
Nel greco profano la parola Paràclito significa: assistente legale, avvocato; sia il termine che il verbo parakalein da cui deriva, può significare anche “esortazione”; nei LXX hanno il senso di “dare gioia, consolare” con riferimento esplicito ai beni dell’epoca messianica e al senso della gioia che ne deriva (cfr. Is 40, 1); nel NT si riferiscono all’annuncio profetico cristiano (cfr. At 2, 40; 1Cor 14,3).
Gesù prega il Padre perché dia ai discepoli il dono dell’altro Paràclito. Al dono dello Spirito viene attribuita una duplice funzione: anzitutto quella di vincere la solitudine del discepolo nel mondo; poi quella di illuminare l’esistenza del discepolo attraverso un insegnamento perfetto. La venuta e la permanenza dello Spirito presso il discepolo è collegata strettamente all’amore; all’amore del credente per Cristo, all’amore di Cristo e del Padre per il credente.
I fedeli di Cristo hanno così presso il Padre due “Paràcliti”, Gesù e lo Spirito Santo. Hanno due Avvocati invincibili presso il Padre, sia nel giudizio continuo al quale satana sottopone i fedeli, sia nel giudizio finale.
L’escatologia, futura nei profeti, diventa presente nel Signore risorto. La comunione piena con Gesù sarà dunque il dono pasquale, che aprirà la mente dei discepoli anche alla comprensione del legame tra Lui e il Padre; il dono dello Spirito di verità farà loro conoscere che essi stessi partecipano alla comunione tra le divine persone.
La Parola illumina la vita
Sono aperto a creare un mondo nuovo, nella linea dettata dallo Spirito di Dio?
Pregare
Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!
A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini.
Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno.
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. (Sal 65)
Contemplare-agire